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I Sassi rappresentano la parte antica della città di Matera.

Sviluppatisi intorno alla Civita, costituiscono una intera città scavata nella roccia calcarenitica, chiamata localmente “tufo”, un sistema abitativo articolato, abbarbicato lungo i pendii di un profondo vallone dalle caratteristiche naturali singolari e sorprendenti: la Gravina. Strutture edificate, eleganti ed articolate si alternano a labirinti sotterranei e a meandri cavernosi, creando un unicum paesaggistico di grande effetto.

Il sovrapporsi di diverse fasi di trasformazioni urbane sull’aspra morfologia murgica originaria, il raffinato dialogo tra rocce ed architettura, canyon e campanili, ha creato nel corso dei secoli uno scenario urbano di incomparabile bellezza e qualità.

Un tempo cuore della civiltà contadina, oggi, ristrutturati e rinobilitati, i Sassi rivivono e lasciano senza fiato soprattutto di sera quando le piccole luci di residenze, botteghe di artigiani e ristoratori li rendono come un presepe di cartapesta.

I Sassi si compongono di due grandi Rioni: Sasso Barisano e Sasso Caveoso, divisi al centro dal colle della Civita, l’insediamento più antico dell’abitato materano, cuore della urbanizzazione medioevale.

Il Rione Sasso Caveoso è caratterizzato oggi da un aspetto antico soprattutto nela zona finale che confluisce in Via Casalnuovo. E’ una parte che si sviluppa prevalentemente con abitazioni quasi competamente scavate nella roccia e perlopiù rimaste intatte rispetto al passato.

La grande Piazza omonima, con la chiesa di San Pietro Caveoso, recentemente ristrutturata, permette di ammirare il panorama della Gravina e la schiera di case e grotte, arroccate le une sulle altre e attraversate dalla strada principale, Via B. Buozzi.

La piazza, specie nella stagione estiva, prende vita, animata dal via vai di gruppi di turisti e materani e da molte manifestazioni musicali o teatrali e da bar con tavolini all’aperto. Percorrendo Via Madonna delle Virtù e costeggiando la Gravina di Matera di arriva al Rione Sasso Barisano che attualmente risulta quasi completamente ristrutturato e ospita numerose strutture ristorative e alberghiere oltre che diverse attrattive turistiche come la ricostruzione dei Sassi in miniatura e il Museo della civiltà contadina. Con le nostre visite guidate potrete scoprire tutto il fascino di questo fantastico sito dichiarato nel 1993 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità denominato Capitale europea della Cultura per il 2019.

Prenota la tua  visita guidata a Matera +39 329 2731940 o all’indirizzo  info@sassidimatera.net

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Vista sui Sassi di Matera

 

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Ti  accompagneremo nelle parti antiche dei Sassi, denominate Sasso Caveoso, Sasso Barisano e Civita;  visiteremo vari ambienti rupestri, simbolo della civiltà contadina e di una grande storia unica al mondo, tanto da rendere Matera Capitale Europea della Cultura 2019

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Focus su…. Visitare Matera

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza” Così descriveva Matera, Carlo Levi nel 1952, ma gli artisti che sono rimasti affascinati dall’incantevole bellezza di questa città sono davvero tanti. Giovanni Pascoli nel 1884 diceva “Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia”.

Con il passare degli anni la città continua a suscitare stupori e ad emergere per il suo paesaggio, a detta di tanti, incantato. Matera, dichiarata dal 1993 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è stata definita unica al mondo per la sua configurazione ed i suoi paesaggi così contrastanti fra loro.

E’ la città delle Caverne, dei Villaggi Trincerati, delle Case contadine scavate nella roccia, delle Chiese Rupestri affrescate, delle grandi Chiese Romanico – Pugliesi e Barocche e degli importanti Palazzotti nobiliari.

E’ la città che ricorda geologicamente l’antica Gerusalemme e la Cappadocia.

Fu meta di tanti popoli e dei loro capolavori, ma continua ad essere meta dei grandi attori e registi che trovano a Matera un posto adatto per girare i loro film. Mel Gibson dice “In effetti la prima volta che l’ho vista ho perso la testa perché era semplicemente perfetta”.

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Alcune cose da sapere su Matera…

MATERA: LA STORIA

La Storia di Matera spesso si identifica con la storia dei Sassi. Il nome “Sassi” identifica i due principali quartieri di cui è composto il centro storico della città di Matera: la “Civita” ed il “Piano”.

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Lo sfollamento dei Sassi di Matera

La vergogna d’Italia Per il viaggiatore che visita i Sassi di Matera per la prima volta, risulta difficile pensare che la storia di Matera comprenda un periodo tremendo che l’ha portata addirittura ad essere definita la vergogna d’Italia. C’è stato un periodo durante il quale Matera era totalmente isolata dal resto del mondo, un periodo che l’ha segnata profondamente…

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Il Piano e le sue chiese

Facciate rinascimentali e barocche si aprono su cisterne dell’VIII secolo, trasformate in abitazioni. Alcuni degli ipogei presenti nei Sassi di Matera, sono stati scavati a più riprese fino agli anni cinquanta, altri murati e dimenticati, nascosti nei fianchi della collina. Il Palombaro lungo, l’immenso serbatoio d’acqua sotto piazza Vittorio Veneto, ha delle sezioni costruite tremila anni fa, mentre le più recenti sono…

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Le Chiese Rupestri

Le Chiese Rupestri nei dintorni dei Sassi di Matera, fondate principalmente nell’Alto Medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Inizialmente nate come strutture religiose, nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d’uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali. Sono un’importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini. Talune chiese, inoltre, pur nella sostanziale impostazione latina, presentano…

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Altopiano Murgico

Le Murge sono una subregione pugliese molto estesa, corrispondente ad un altopiano carsico di forma quadrangolare situato nella Puglia centrale. Nella zona nord-occidentale si trovano i rilievi più alti: Torre Disperata, Monte Caccia , Serraficaia , e Monte Scorzone (668 m). L’altopiano è compreso per gran parte nella città metropolitana di Bari e provincia di Barletta-Andria-Trani e si estende ad occidente fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle(…)

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 Feste e Folklore

La Festa della Bruna   Il giorno della Madonna delle Grazie, il 2 luglio, la città di Matera porta in festa la sua Patrona: SS Maria della Bruna. Tante sono le leggende che si raccontano nei Sassi di Matera su questa festa. Una di queste narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un lavoratore della(…)

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Focus su…. Visitare Matera

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza” Così descriveva Matera, Carlo Levi nel 1952, ma gli artisti che sono rimasti affascinati dall’incantevole bellezza di questa città sono davvero tanti. Giovanni Pascoli nel 1884 diceva “Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia”.

Con il passare degli anni la città continua a suscitare stupori e ad emergere per il suo paesaggio, a detta di tanti, incantato. Matera, dichiarata dal 1993 Patrimonio Mondiale dell’UNESCO è stata definita unica al mondo per la sua configurazione ed i suoi paesaggi così contrastanti fra loro.

E’ la città delle Caverne, dei Villaggi Trincerati, delle Case contadine scavate nella roccia, delle Chiese Rupestri affrescate, delle grandi Chiese Romanico – Pugliesi e Barocche e degli importanti Palazzotti nobiliari.

E’ la città che ricorda geologicamente l’antica Gerusalemme e la Cappadocia.

Fu meta di tanti popoli e dei loro capolavori, ma continua ad essere meta dei grandi attori e registi che trovano a Matera un posto adatto per girare i loro film. Mel Gibson dice “In effetti la prima volta che l’ho vista ho perso la testa perché era semplicemente perfetta”.

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MATERA: LA STORIA

La Storia di Matera spesso si identifica con la storia dei Sassi. Il nome “Sassi” identifica i due principali quartieri di cui è composto il centro storico della città di Matera: la “Civita” ed il “Piano”.

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Lo sfollamento dei Sassi di Matera

La vergogna d’Italia Per il viaggiatore che visita i Sassi di Matera per la prima volta, risulta difficile pensare che la storia di Matera comprenda un periodo tremendo che l’ha portata addirittura ad essere definita la vergogna d’Italia. C’è stato un periodo durante il quale Matera era totalmente isolata dal resto del mondo, un periodo che l’ha segnata profondamente…

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Il Piano e le sue chiese

Facciate rinascimentali e barocche si aprono su cisterne dell’VIII secolo, trasformate in abitazioni. Alcuni degli ipogei presenti nei Sassi di Matera, sono stati scavati a più riprese fino agli anni cinquanta, altri murati e dimenticati, nascosti nei fianchi della collina. Il Palombaro lungo, l’immenso serbatoio d’acqua sotto piazza Vittorio Veneto, ha delle sezioni costruite tremila anni fa, mentre le più recenti sono…

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Le Chiese Rupestri

Le Chiese Rupestri nei dintorni dei Sassi di Matera, fondate principalmente nell’Alto Medioevo, sono edifici scavati nella roccia. Inizialmente nate come strutture religiose, nel corso del tempo hanno subito diverse trasformazioni d’uso, diventando abitazioni o ricoveri per animali. Sono un’importante testimonianza della presenza di comunità di monaci benedettini, longobardi e bizantini. Talune chiese, inoltre, pur nella sostanziale impostazione latina, presentano…

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Altopiano Murgico

Le Murge sono una subregione pugliese molto estesa, corrispondente ad un altopiano carsico di forma quadrangolare situato nella Puglia centrale. Nella zona nord-occidentale si trovano i rilievi più alti: Torre Disperata, Monte Caccia , Serraficaia , e Monte Scorzone (668 m). L’altopiano è compreso per gran parte nella città metropolitana di Bari e provincia di Barletta-Andria-Trani e si estende ad occidente fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle(…)

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 Feste e Folklore

La Festa della Bruna   Il giorno della Madonna delle Grazie, il 2 luglio, la città di Matera porta in festa la sua Patrona: SS Maria della Bruna. Tante sono le leggende che si raccontano nei Sassi di Matera su questa festa. Una di queste narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un lavoratore della(…)

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Cosa sono i Sassi di Matera? Sicuramente ti sarai posto almeno una volta questa domanda. In breve, i Sassi di Matera  costituiscono il centro storico della città di Matera.
Il Sasso “Caveoso” e il Sasso “Barisano”, insieme al rione “Civita”, formano un complesso nucleo urbano.

I Sassi sono davvero un paesaggio culturale, per citare la definizione con cui sono stati accolti nel Patrimonio mondiale dell’Unesco. Con il nome “Sassi” a Matera si intendono due grandi quartieri che costituiscono, insieme alla “Civita” e al “Piano”, il centro storico della città di Matera. La declinazione al plurale, dunque, deriva da questa duplicità e non, come molti credono, dal fatto che un’abitazione o un locale all’interno di tali distretti si chiami “sasso”. I Sassi si dispongono intorno e sul fondo di due solchi vallivi, plasmati dal passaggio dell’acqua, incanalata nei cosiddetti “grabiglioni” sul fondo delle stesse. Il Sasso Barisano, ubicato lungo la strada che uscendo dalla città proseguiva verso Bari, girato a nord-ovest, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo.

Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, verso Montescaglioso, nel medioevo nota come Mons Caveosus (da cui probabilmente deriva il nome), è disposto proprio come la cavea di un teatro, con le case-grotte che scendono a gradoni. All’interno dei due Sassi vi sono poi vari quartieri, rioni e contrade dai nomi pittoreschi: u lammòrd, u parav’s, u p’ndàf’c, u mòlv, u chianèdd, u casalnàv. A dividere le due valli sorge l’erta rupe della la Civita, che ospita la bellissima Cattedrale romanica. Ai piedi della Civita e al margine superiore dei Sassi giace il Piano, il centro storico post-medievale, oltre il quale si estende la Matera contemporanea.

Ed infine di fronte, sul versante opposto della Gravina di Matera, l’altopiano della Murgia funge da magnifica quinta naturale a tale scenario, con le numerose chiese rupestri sparse lungo i pendii delle gravine protette dall’istituzione del Parco archeologico storico-naturale delle Chiese rupestri del Materano, detto anche Parco della Murgia Materana. Un paesaggio in parte invisibile e vertiginoso, perché va in apnea in dedali di gallerie dentro la pietra giallo paglierino del dorso della collina, per secoli difesa naturale e ventre protettivo di una città che sembra uscita dal mistero di una fiaba orientale.
“Grotte naturali, architetture ipogee, cisterne, enormi recinti trincerati, masserie, chiese e palazzi, si succedono e coesistono, scavati e costruiti

nel tufo delle gravine” scrive Pietro Laureano nel suo libro Giardini di pietra.

La città della pietra, centro storico di Matera scavato a ridosso del burrone, è stata abitata in realtà almeno dal Paleolitico: alcuni tra i reperti trovati risalgono al XIII millennio a.C., e molte delle case che scendono in profondità nel calcare dolce e spesso (calcarenite) della gravina, sono state vissute senza interruzione dall’età del bronzo (a parte lo sfollamento forzato negli anni cinquanta). La prima definizione di Sasso come rione pietroso abitato risale ad un documento del 1204.

I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all’habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all’attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.

Facciate rinascimentali e barocche si aprono su cisterne dell’VIII secolo, trasformate in abitazioni. Alcuni ipogei sono stati scavati a più riprese fino agli anni cinquanta, altri murati e dimenticati, nascosti nei fianchi della collina.
Il Palombaro lungo, l’immenso serbatoio d’acqua sotto piazza Vittorio Veneto, summa dell’antichissimo sistema di raccolta delle acque che caratterizza la città, è stato realizzato nel corso del XIX secolo.
I Sassi, la città popolare, insieme alla Civita aristocratica e medievale eretta su un’antica acropoli, sono in effetti un palinsesto pieno di sorprese, anche se sembrano immobili e compatti, chiusi nella pietra nuda a tratti appena corretta da una mano di calce.

I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all’habitat della civiltà rupestre di matrice orientale (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice occidentale normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all’attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.

Facciate rinascimentali e barocche si aprono su cisterne dell’VIII secolo, trasformate in abitazioni. Alcuni ipogei sono stati scavati a più riprese fino agli anni cinquanta, altri murati e dimenticati, nascosti nei fianchi della collina.
Il Palombaro lungo, l’immenso serbatoio d’acqua sotto piazza Vittorio Veneto, summa dell’antichissimo sistema di raccolta delle acque che caratterizza la città, è stato realizzato nel corso del XIX secolo.
I Sassi, la città popolare, insieme alla Civita aristocratica e medievale eretta su un’antica acropoli, sono in effetti un palinsesto pieno di sorprese, anche se sembrano immobili e compatti, chiusi nella pietra nuda a tratti appena corretta da una mano di calce.

« Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche [cioè scavate nella roccia]. Allontanatami un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante. »

La descrizione di Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli evoca uno spalancare d’occhi. Alla sorella, che fa da voce narrante, i Sassi appaiono come due mezzi imbuti separati da uno sperone di roccia, la Civita, e la chiesa bianca di Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. I due mezzi imbuti sono i Sassi, e per Levi hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’Inferno di Dante.

Interno

Ma quelli che allo scrittore in esilio erano sembrati i gironi dell’Alighieri, in realtà facevano parte di un sistema complesso ed efficiente. La pianta dell’antica Matera vista dall’alto, si presenta come un’omega greca. Piazza del Sedile, sotto la Civita, appare in equilibrio tra il Caveoso e il Barisano. Si scende nei Sassi per delle arcate, che sembrano dei passaggi occulti. Le calate erano affiancate da canali d’irrigazione che rifornivano cisterne a goccia, in alcune case ci sono fino a sette cisterne.

Cosa sono i Sassi di Matera..

Orti e giardini pensili si affacciavano dai tetti. I tetti a volte servivano da cimiteri: i vivi sottoterra, i defunti in superficie. Così, dice il cronista Verricelli nella sua Cronica de la città di Matera 1595-1596, «in Matera li morti stanno sopra li vivi». All’imbrunire gli abitanti accendevano i loro lumi al di fuori delle loro abitazioni, così allo spettatore che guardava dall’alto, i Sassi si illuminavano come un cielo stellato; quindi a Matera, concludeva il cronista cinquecentesco, come i morti sono sopra i vivi, il cielo e le stelle si possono vedere al di sotto dei piedi degli uomini. Tale immagine ha talmente impressionato i visitatori del passato che un’interpretazione suggestiva, sebbene poco attendibile, dell’origine del nome Matera lo fa risalire al greco meteora, cioè cielo stellato.

I vicinati, costituiti da un insieme di abitazioni che affacciano su uno stesso spiazzo, spesso con il pozzo al centro, erano il modello della vita sociale, della solidarietà e della collaborazione dei Sassi. Il pozzo comune dove si lavavano i panni, il forno dove si impastava il pane facevano del vicinato la cellula fondamentale dell’organizzazione comunitaria. Nelle case, la luce arriva dall’alto come in una casbah nordafricana, e la temperatura è costante a 15 gradi, con la massa termica del tufo marino che funziona da climatizzatore. Se i raggi del sole d’estate, perpendicolari e roventi, rimangono fuori, d’inverno, obliqui, scivolano sul fondo delle grotte. Questo degradare e sovrapporsi di case e casette, è solo apparentemente caotico, perché poi risulta costruito con molti accorgimenti. Ma la discesa nei Sassi è una sorpresa continua. Tra viottoli e gradini si arriva in formidabili complessi monastici scavati nella roccia, Cenobi benedettini e laure bizantine, in cui le celle di monaci si stringono intorno a una chiesa sotterranea.

Nella pietra dei Sassi sono scavati anche chiese, cenobi, conventi e monasteri; i più importanti situati nell’ambito urbano sono Santa Lucia alle Malve, complesso rupestre che anticamente ospitava una comunità monastica, il Convicinio di S. Antonio un comprensorio costituito da 4 cripte rupestri, Santa Maria di Idris sulla sommità dell’omonima rupe, Santa Barbara ricca di affreschi, la Madonna delle Virtù che insieme alla sovrastante chiesa di San Nicola dei Greci oggi ospita importanti mostre di scultura, e San Pietro Barisano con facciata e campanile in muratura ed interno quasi completamente scavato nella roccia. Al centro del Sasso Caveoso c’è invece la chiesa in muratura di San Pietro Caveoso, antica parrocchia della città, situata a picco sullo strapiombo della Gravina. Difficile distinguere le influenze: si trovano iconostasi ortodosse in chiese a pianta latina.

Gli affreschi sono meno rigidi di quelli degli anacoreti dell’Asia minore, le madonne meno regine e più popolane, cosa che deve essere piaciuta a Pier Paolo Pasolini, quando girò Il Vangelo secondo Matteo.
A fare raffronti, la struttura dei Sassi ricorda la splendida Mistrà in Laconia, la città ad alveare, che sopravvisse dieci anni in libertà dopo la caduta di Bisanzio. È una struttura dovuta al sistema della raccolta delle acque tipica dei centri bizantini – sostiene Laureano – che ritroviamo in altri insediamenti rupestri in Puglia e Basilicata, da Massafra a Gravina in Puglia.
È allo studio dell’Unesco un progetto per far entrare anche questi luoghi nella lista dei Patrimoni dell’umanità: un parco di paesaggi culturali di cui i Sassi di Matera saranno l’epicentro.

I Sassi ospitano anche…

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Matera

Matera la Città dei Sassi Patrimonio Mondiale UNESCO

Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso i millenni di questa lunghissima storia.

Matera è la città dei Sassi, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità
I Sassi di Matera sono il 6° sito in Italia in ordine cronologico, il primo nel meridione.
In occasione di questa iscrizione, per la prima volta l’UNESCO utilizza nei criteri e nelle motivazioni il concetto di Paesaggio Culturale, che in seguito verrà utilizzato per motivare l’iscrizione di altri siti nel mondo.

Il 17 Ottobre 2014 Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019
Matera è al centro di un incredibile paesaggio rupestre che conserva un grande patrimonio di cultura e tradizioni, ed è sede di eventi espositivi di grande prestigio nazionale ed internazionale.
Matera: alba vista da S. Agostino nel Sasso Barisano Matera: il paesaggio dei Sassi dal Complesso di S. Agostino Matera: i Sassi Matera: i Sassi e il campanile di San Pietro Barisano Matera: la chiesa rupestre di Santa Maria de Idris Matera: i dipinti murali nella chiesa rupestre di San Giovanni in Monterrone Matera: la croce gigliata nel Convicinio di S. Antonio nel Sasso Caveoso Matera: dipinto di Madonna con bambino nella Chiesa rupestre di S. Lucia alle Malve Matera: il paesaggio dei Sassi dal Parco della Murgia Materana Matera: il paesaggio dei Sassi dalla Gravina di Matera Matera: il paesaggio dei Sassi dal Parco della Murgia Materana Matera: il tramonto dal Parco della Murgia Materana
Matera è una città dalla storia affascinante e complessa: città di confine, di contrasti, di competizione e fusione tra paesaggi, civiltà, culture, diverse. Dalla civiltà rupestre a quelle di matrice bizantina ed orientale, all’avvento dei Normanni, il sistematico tentativo di riduzione della città rupestre alle regole della cultura della città europea: dal romanico, al rinascimento, al barocco, gli ultimi otto secoli di costruzione e rifinitura della città hanno tentato di plasmare, vincere le naturali resistenze del preesistente habitat rupestre, determinando architetture e sistemazioni urbane di particolare qualità ed originalità.

Oggi, nuovamente nel segno della cultura urbanistica europea, gli aspetti della sfida della riqualificazione, del recupero sostenibile, della riconquista dell’identità perduta sono le attività che hanno riportato alla ribalta questa città unica diventata a ragione patrimonio mondiale dell’umanità.

Sulla scorta di questa particolare vicenda storica, Matera offre oggi ai suoi visitatori l’affascinante sensazione di scoprire, sul filo originale della propria cultura, delle proprie emozioni, le tracce, a volte apparentemente umili, a volte colte, di quella competizione che ha a lungo caratterizzato la città.
I Sassi di Matera
L’architettura irripetibile dei Sassi di Matera racconta la capacità dell’uomo di adattarsi perfettamente all’ambiente e al contesto naturale, utilizzando con maestria semplici caratteristiche come la temperatura costante degli ambienti scavati, la calcarenite stessa del banco roccioso per la costruzione delle abitazioni fuori terra e l’utilizzo dei pendii per il controllo delle acque e dei fenomeni meteorici.

La struttura architettonica è costituita da due sistemi, quello immediamente visibile realizzato con le stratificazioni successive di abitazioni, corti, ballotoi, palazzi, chiese, strade orti e giardini, e quello interno e invisibile a prima vista costituito da cisterne, neviere, grotte cunicoli e sistemi di controllo delle acque, sistemi essenziali per la vita e la ricchezza della comunità.

Originariamente i Sassi di Matera erano un ambiente rupestre molto simile a quello dove si trova il Parco di fronte sull’altro lato del canyon scavato dalla Gravina di Matera. Il versante dei Sassi, quello occidentale è caratterizzato in basso da pareti ripide che si affacciano sul torrente. In alto il versante presenta una serie di terrazzamenti, colline e pianori più adatti all’insediamento umano, luoghi che nel corso dei millenni sono stati trasformati da villaggi rupestri in una vera e propria città.

I primi insediamenti umani nel territorio di Matera risalgono al paleolitico e si svilupparono utilizzando le grotte naturali che in gran numero definiscono il paesaggio rupestre di Matera. Nel corso del tempo alle grotte naturali si sono aggiunte quelle scavate dall’uomo che ha trovato nella friabile roccia tufacea una eccezzionale possibilità di insediamento al riparo dagli agenti naturali. I complessi rupestri hanno costituito la prima forma del nucleo urbano con ambienti ancora oggi presenti inglobati dentro edifici e fabbricati costruiti fuori terra dal medioevo in poi.

Dopo aver attraversato le fasi della preistoria: il paleolitico, il neolitico e le diverse età dei metalli la storia di Matera verrà fortemente caratterizzata dall’avvento del Cristianesimo. L’impronta cristiana diviene culturalmente dominante in breve tempo. Durante tutto il medioevo il paesaggio rupestre fu sistematicamente trasformato con la costruzione di imponenti luoghi di culto.

Durante il medioevo furono costruiti edifici imponenti tra i quali la maestosa Cattedrale di Matera, la chiesa di San Giovanni Battista, la Chiesa di S. Domenico, la Chiesa di Santa Maria della Valle Verde sulla via Appia. Da questo momento in poi prende forma una vero e proprio nucleo urbano concentrato inizialmente intorno alla Cattedrale che si trova in cima alla collina della Civita (Civitas, città) che divide in due i Sassi: il Sasso Barisano rivolto ad est e il Sasso Caveoso rivolto a sud.
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I Sassi di Matera sorgono su uno dei versanti di un canyon scavato nel tempo dal torrente Gravina. Sull’altro versante si estende il Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano anche conosciuto come Parco della Murgia Materana, il cui paesaggio rappresenta il contesto originario dei luoghi, sviluppatosi nel tempo con gli insediamenti urbani soltanto sul versante dei Sassi.

Il Parco custodisce gli insediamenti più antichi del territorio. Tra questi la Grotta dei Pipistrelli i cui ritrovamenti paleolitici sono conservati presso il Museo Nazionale Domenico Ridola a Matera, i villaggi neolitici di Murgecchia, Murgia Timone e Trasanello a nord e i villaggi rupestri della Selva, il villaggio Saraceno a Sud.
Visitare i Sassi di Matera
Oggi i Sassi di Matera offrono al visitatore un grande paesaggio culturale, motivo per il quale l’UNESCO li ha inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale.Dal punto di vista architettonico presentano una serie incredibile di elementi che si sono stratificati nel tempo, dai complessi rupestri scavati dall’uomo, alle chiese rupestri, aree di sepoltura, che si alternano continuamente con fabbricati di tutte le diverse ere: medioevo, rinascimento, barocco fino all’epoca moderna. Il visitatore troverà in continuità grotte, ipogei, palazzotti, chiese, vicinati, scalinate, ballatoi, giardini e orti tutti incastonati l’uno nell’altro a formare un luogo unico e magico.

Passeggiando lungo l’asse principale che collega i due rioni Sassi via Bruno Buozzi, via Madonna delle Virtù e via D’Addozio è possibile attraversare questo paesaggio e ammirare nello stesso tempo quello del versante opposto del Parco della Murgia Materana. E’ possibile salire e scendere dai numerosissimi vicoli che si alternano tra gli edifici e trovarsi in angoli sempre diversi e sorprendenti.
Chiese Rupestri nei Sassi di Matera
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Particolarmente interessanti sono le Chiese Rupestri che si possono visitare nei Sassi di Matera.
Questi luoghi testimoniano il passaggio evolutivo dell’uomo dalle fasi preistoriche al cristianesimo.
Le Chiese Rupestri si trovano infatti in luoghi di particolare importanza e con ogni probabilità erano già luoghi di culto nelle civiltà rupestri che hanno preceduto quella cristiana.

Quelle di maggiore interesse e visitabili sono:

Santa Maria de Idris – San Giovanni in Monterrone
La Chiesa di Santa Maria De Idris è situata all’interno dello sperone roccioso del Monterrone che domina il Sasso Caveoso, nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro Caveoso e dell’omonima piazza. La posizione è stupenda e offre un panorama unico, sulla città e sulla Gravina.

Santa Lucia alle Malve
La Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve si trova nelle vicinanze della precedente S. Maria de Idris nel rione Malve. E’ il primo insediamento monastico femminile dell’ordine benedettino, risalente all’VIII secolo, ed il più importante nella storia di Matera. All’interno sono presenti alcuni tra i dipinti murali più belli e importanti del territorio materano.

San Pietro Barisano
Si trova nel Sasso Barisano, in origine detta san Pietro de Veteribus, è la più grande chiese rupestre della città di Matera. Le indagini archeologiche hanno permesso di individuare il primo impianto rupestre, risalente al XII – XIII secolo, al di sotto del pavimento.
Centro Storico di Matera
Il centro storico di Matera è situato su un pianoro che delimita in alto i Sassi di Matera. Anche qui la Matera mostra diversi livelli di sovrapposizione di strati urbani. Infatti nella piazza centrale Piazza Vittorio Veneto si trovano alcune aperture che mostrano il livello originario dei luoghi, oggi chiamati ipogei, che si trovano al di sotto della stessa piazza. Gli ipogei si articolano in continuità formando una vera e propria città sommersa connessa con i Sassi. Qui si trovano delle strutture rupestri eccezionali come la grande cisterna denominata Palombaro Lungo con pareti alte 15 metri e fino a poco tempo fa navigabile.

Il centro storico di Matera si sviluppa con vie che collegano diverse piazze lungo un asse chiamato asse settecentesco della città perchè prese la sua fisionomia a partire dalla fine del 1600. Nel centro di Matera si susseguono una serie di importanti palazzi e chiese che hanno avuto un particolare rilievo nel corso della storia cittadina.
In Piazza Vittorio Veneto domina il grande Palazzo dell’Annunziata, ex convento attuale sede della Biblioteca Provinciale.
Di fronte il grande palazzo della Prefettura, la Chiesa di San Domenico del XIII secolo, la Chiesa dei Cavalieri di Malta.
Al centro della piazza ci sono quattro grandi aperture che mostrano gli ipogei dove sono presenti anche la grande cisterna del Palombaro Lungo, e la Chiesa rupestre del S. Spirito risalente al X secolo d.C.
Poco più avanti si trova un altro ex convento quello di S. Lucia alla fontana che divide l’omonima chiesa settecentesca a destra e la fontana Ferdinandea a sinistra.

Proseguendo lungo la via del Corso si arriva fino a piazza San Francesco d’Assisi dove si trova l’imponente omonima chiesa seicentesca. Anche qui sono presenti degli ipogei che testimoniano sotto la piazza il livello originario dei luoghi.
A destra della piazza ci si immette in via Ridola, dedicata a Domenico Ridola per i suoi studi e ricerche sul passato archeologico della città. A sinistra invece si trova Piazza del Sedile, sede del Conservatorio, precedentemente Palazzo di Città e sede del Comune di Matera, di qui si susseguono tutti i più importanti palazzi nobiliari che dalla piazza attraverso la stretta via Duomo arrivano a circondare la Cattedrale di Matera.

Da Piazza del Sedile salendo via Duomo si arriva alla Cattedrale risalente al 1270 affiancata da un maestoso campanile che domina tutto il paesaggio della città. La Cattedrale ha uno stile romanico-pugliese, ma è caratterizzata da particolari ed elementi artistici unici e di grande pregio sia all’interno che all’esterno.

Intorno alla Cattedrale ci sono i palazzi delle famiglie con titoli nobiliari che li abitarono come Palazzo Gattini (Conti Gattini), Palazzo Venusio (Marchesi di Venusio), Palazzo Malvinni Malvezzi (Duchi Malvinni Malvezzi). Queste famiglie oltre a ai palazzi avevano anche grandi possedimenti nei territori della murgia e della campagna materana. Questi palazzi venivano eretti in modo da costituire presidi di difesa della chiesa madre.

Proseguendo a destra da Piazza S. Francesco ci si immette su via Ridola dove si trova subito la Chiesa del Purgatorio. Sul lato destro si trova il Museo Nazionale Domenico Ridola dove sono esposti in gran parte i reperti delle ricerche archeologiche condotte dallo stesso Domenico Ridola nel territorio materano.

In fondo alla via Ridola si trova Piazzetta Pascoli delimitata da un altro grande palazzo, Palazzo Lanfranchi, ora sede del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata. Sulla sinistra un belvedere con affaccio sul Sasso Caveoso, un panorama molto bello dominato al centro dallo sperone roccioso del Monterrone dove si trovano le Chiese rupestri si Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone.

Perché tutti parlano dei Sassi di Matera? Risposta: perché Matera è bellissima ed è diventata la meta cult assoluta di tutti quelli che vogliono riempirsi gli occhi di bellezza, magia, cultura in una volta sola. E anche di avvistare qualche celebrity. Da quando infatti Mel Gibson ha girato qui il suo film La passione di Cristo, nel 2004, questa città è diventata più che mai famosa in tutto il mondo, non a caso Matera Capitale della Cultura 2019 e attira anche famosi artisti e membri della famiglia reale inglese. Non c’è da stupirsi, perché è un luogo unico nel suo genere che merita di essere visitato. Ma perché, esattamente Matera e i sassi sono così dannatamente intriganti?

 

Innanzitutto dove si trova Matera? Si trova in Basilicata, ed è il comune più a est della provincia, praticamente ai confini con la Puglia. Matera è la seconda città della Basilicata per popolazione, il più grande comune della regione e il diciannovesimo in Italia. Come già detto, l’attrazione più importante della città sono però i Sassi.

Sassi di Matera, la storia. E finalmente si svela il mistero: i Sassi sono antiche dimore scavate nel tufo, dove i tetti di una servono come base per nuove case che si sono sviluppate su livelli superiori. Una fitta rete di vicoli che dà l’impressione l’impressione di camminare attraverso un presepe di pietra. I Sassi di Matera sono stati anche inclusi nel 1993 nella World Heritage List dell’UNESCO (come la pizza napoletana!). Con il nome Sassi, a Matera si intendono proprio i due grandi quartieri che costituiscono, insieme alla “Civita” e al “Piano”, il centro storico della città. La declinazione al plurale viene da questa duplicità e non, come molti credono, dal fatto che un’abitazione o un locale all’interno dei distretti si chiami “sasso”.

I Sassi si dispongono intorno e sul fondo di due valli scavate dal passaggio dell’acqua. Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che celano un cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, si chiama così perché è disposto proprio come la cavea di un teatro, con le case-grotte che scendono a gradoni. All’interno dei due Sassi vi sono poi quartieri, rioni e contrade. A dividere le due valli sorge infine la ripidissima rupe della Civita, che ospita la maestosa Cattedrale romanica.

Sassi di Matera, gli orari di visita e le guide. Ma no! I Sassi sono due rioni del centro storico di Matera, non esistono orari o biglietti di ingresso! È esattamente come per visitare o entrare nel centro storico di qualunque altra città. I punti di accesso sono numerosi, l’entrata di questa Betlemme italiana è sempre libera e gratuita. E semplicemente meraviglioso. L’ingresso ad alcuni musei e alcune chiese invece è a pagamento, ma i prezzi si aggirano tutti attorno ai tre euro, meno della fatica di aprire il portafogli. Discorso diverso per le visite guidate, di tre tipi.

Guida esclusiva, ovvero la visita guidata con servizio individuale ed esclusivo. Durata di 3 ore circa. Orario, itinerario e luogo di partenza sono da concordare in base alle esigenze. Verranno proposti itinerari e soluzioni da personalizzare. Prezzo base 60 euro + 10 euro a persona (sopra i 14 anni).

Gran Tour dei Sassi, la visita Guidata di gruppo. Dura 2 ore e 30 minuti circa. Partenza garantita tutti i giorni da Piazza Duomo alle 10. Il numero massimo di persone nel gruppo consentito è di 20. L’itinerario include il Sasso Caveoso, il Sasso Barisano e la Civita. Ingressi inclusi (del valore totale di 10 euro) per Chiese rupestri, Casa Cava, Ipogei di San Giorgio. Il costo del Gran Tour è 20 euro a persona (i minori di anni 14 in famiglia non pagano).

Tour del Sasso Caveoso: visita Guidata di gruppo di 1 ora e 40 minuti. Partenza con minimo 4 persone. Ci sono più partenze al giorno da Piazza San Pietro Caveoso, con orari da confermare. Il numero massimo di persone consentito è 30. Ingressi inclusi (del valore di 5 euro) per Chiesa rupestre, casa grotta. Il costo del tour è di 15 euro a persona e i minori di 14 anni con la famiglia non pagano. E adesso? Prendete l’agenda, un gruppo di amici sensibili e programmate questo viaggio indimenticabile.

Una piccola città scavata nella roccia che per secoli ha ospitato il fiero popolo materano, il quale ha adattato gli aspri fianchi di uno sperone roccioso per ricavarne un labirinto di grotte e vicoli. Scopri con Focus Junior i Sassi di Matera, che dal 1993 è stato riconosciuti come patrimonio mondiale dall’UNESCO.!

Negli anni ’50 era additata come il simbolo dell’arretratezza del Sud Italia – tanto che nel 1950, l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi la chiamò “vergogna nazionale” – ma oggi Matera è fiorita di un nuovo splendore si prepara ad essere la Capitale Europea della Cultura 2019.

Come è stato possibile?

Gran parte del merito va proprio ai materani e agli studiosi che hanno saputo valorizzare la propria storia, la quale trova la sua più alta espressione nei famosi Sassi conosciuti ormai in tutto il mondo.

Con il nome “Sassi” a Matera si intendono infatti i due grandi quartieri del Centro Storico della città vecchia. Questi sono stati scavati interamente nella roccia e rappresentano uno dei più clamorosi esempi di sfruttamento delle risorse naturali per ricavarne condizioni adatti alla vita di una vasta comunità.

I Sassi

Tali quartieri sono il “Civita” e il “Piano”.

Attorno al Civita poi si sviluppano Sasso Barisano, situato lungo la strada verso Bari,  quindi rivolto a nord-ovest, e il Sasso Caveoso, che invece guarda a Sud, dove le grotte sono disposto proprio come i gradoni di un teatro antico (che infatti componevano la cavea).

All’interno dei sassi si snoda un labirinto di vicoli e grotte che per tantissimo tempo sono state le vere abitazioni del popolo materano.

L’insediamento infatti risale ai tempi del Paleolitico e per secoli e secoli i suoi abitanti hanno modellato le asperità rocciose per adattarle alle proprie esigenze.

Oltre alle grotte-case in cui abitavano più famiglie (spesso e volentieri in compagnia dei loro animali), i Sassi ospitano infatti cisterne, magazzini e ben 156 chiese “rupestri” , molte delle quali perfettamente conservate e arricchite da preziosi affreschi risalenti al 700-800 d.C.

Come si viveva nei Sassi?

Per quanto possa apparire sorprendente, queste case-grotta dall’aspetto preistorico sono state abitate fino allo sfollamento degli anni ’50 voluto dal Governo italiano.

Nelle grotte vivevano spesso più famiglie e nonostante la mancanza di spazio, quasi tutte le attività quotidiane si svolgevano nella cavità delle case-grotte: dai lavori artigianiali alla tessitura, dalla conservazione dei cibi alla cura degli animali (domestici e non).

La temperatura era costante (intorno ai 15 gradi) e garantita dalle caratteristiche del tufo marino entro il quale le grotte erano scavate, perciò gli abitanti non soffrivano troppo il freddo d’inverno e trovavano un riparo dall’arsura estiva.

Tale modo di vivere per anni è stato visto come un segno di arretratezza e di inciviltà. Gli abitanti dei Sassi erano spesso ritenuti sudici primitivi che vivevano come bestie.

Nel tempo però, studi e opere come Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini (che utilizzò i sassi come set per riprodurre la Terra Senta ai tempi di Gesù) portarono alla riscoperta dei luoghi e della bellezza della Matera “vecchia e incontaminata”, tanto da essere considerata come la più alta rappresentazione di “natura urbanistica” costruita interamente dal popolo.

Insomma, un patrimonio artistico inestimabile che nel 1993 è stato infine riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.