Alvino 1884 Hotel & Resort

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Descrizione

Alvino 1884 Hotel & Resort  è un antico mulino recentemente ristrutturato dotato di ogni confort per dare ai suoi ospiti la possibilità di visitare la Città dei Sassi coccolati.

Alvino 1884 Hotel & Resort Servizi

  • Parcheggio interno
  • Connessione WiFi gratuita
  • Disponibilità di camere familiari
  • Colazione
  • Cassaforte
  • Ricevimenti
  • Camere non fumatori
  • Dimora storica
  • Bar
  • Colazione  internazionale

Posizione

Recensioni

1.0 Insufficiente Based on 1 recensioni
5 stars
4 stars
3 stars
2 stars
1 stars

Francesco Benedetti - December 26 2019:

Disastroso e vergognoso! Ho partecipato ad un workshop di Mirabilia 2019 a Matera il 17 e 18 novembre. La cena del 18 sera, pomposamente chiamata serata di gala, era programmata per le ore 20.30 presso il ristorante del recentemente inaugurato hotel Alvino 1884 Hotel & Resort. Ho interpretato, dalla pubblicità che si fanno, che si tratta di un hotel di lusso, e la bellezza della struttura senz’altro giustifica questo ambito titolo.Ma il servizio che ci hanno offerto al ristorante lo si puo’ equiparare comodamente con quello di una bettola da quattro soldi. Il nostro gruppo partecipante al workshop, composto da tour-operators provenienti da tutto il mondo, è arrivato poco dopo le 20.30 e verso le 21 doveva iniziare la tanto declamata cena di gala.Sui tavoli da 12 solamente panini raffermi messi lì da ore ad aspettare ed a centro tavolo un secchiello per il ghiaccio con una (1!) bottiglia per 12 persone. E che vino era? vino frizzante dalla provincia di Treviso, nemmeno Prosecco! E siamo in una regione che produce tantissimo vino ed ha una lunghissima storia enologica, ma pare sia impossibile servire vino locale in questo ristorante di lusso. Intorno a noi un via-vai di camerieri che non sanno cosa fare, vanno avanti e indietro, discorrono tra loro e fanno finta di non vederti. Minimo potrebbero servire il vino agli ospiti seduti, come si converrebbe ad un ristorante di lusso, invece dobbiamo arrangiarci tra di noi. E sembra che a loro stia bene così, minimo non danno l’impressione di essere offesi, anzi... Il tempo intanto passa, arrivano le 21.00, le 21.30, non succede nulla. Cominciamo a spazientirci e ad avere fame, dobbiamo accontentarci dei panini sempre più duri e del frizzantino da quattro soldi della vicina Treviso. Chiediamo spiegazioni dell’incredibile ritardo ai camerieri che girano sempre più impacciati per i tavoli e non sanno cosa fare, loro ci assicurano che fra poco si inizierà. Fiduciosi, attendiamo. Chiedo se si possono avere una bottiglia di vino bianco e una di rosso, le due bottiglie ci vengono prontamente portate ma sul tavolo mancano i bicchieri da vino: dimenticanza o negligenza? o ambedue? Attendiamo ancora 15 minuti prima che tutti abbiano il loro bicchiere da vino. Guardo le etichette delle due bottiglie e quasi mi viene un colpo: il vino non è lucano, sono un Falanghina ed un Primitivo dalla provincia di Bari!!! Non so come interpretare la cosa, mi pare assurdo e strano ed altamente disonesto da parte degli organizzatori che non si promuova il vino della Basilicata, che nulla ha da invidiare a quello di altre regioni d’Italia. Ed inoltre sarebbe una buona occasione per farlo scoprire anche agli operatori turistici venuti da lontano. No, non ci arrivano!!! Sono ormai le 22 e pare che qualcosa si muova, minimo i camerieri corrono con più lena e sembrano essersi risvegliati. Hurrah! Ma non si mangia ancora, prima c’è il discorso di benvenuto del politico di turno che naturalmente parla solo in italiano, per rispetto agli ospiti stranieri. Lo segue una signora, probabilmente la direttrice dell’hotel che racconta, naturalmente in italiano per il rinnovato rispetto verso gli ospiti stranieri, la storia dell’hotel e del ristorante dove abbiamo il piacere e l’onore di essere. Nessuno spiega il menu, né in inglese né in italiano. Sul tavolo non c’è il menu come si usa normalmente nei banchetti, anche quelli che si tengono in trattorie o osterie. Ma dobbiamo ricordare che ci troviamo in un albergo di lusso e probabilmente le cose utili qui non fanno parte della loro filosofia. O forse sono troppo triviali. Terminati i graditi discorsi ci viene servito l’antipasto, uno sformatino di cicoria e cardoncelli su purè di fave, non male, peccato che il tutto sia freddo. Hanno forse riscaldato gli sformatini un’ora fa ma naturalmente si sono nel frattempo raffreddati. Dopo l’antipasto ci servono una specie di cannelloni schiacciati, coperti da un concentrato di pomodoro freddo, asciutto ed insapore. Non si capisce cosa sia la farcia, dall’odore che emana sembra baccalà, ma gli esperti camerieri ci dicono che invece trattasi di gamberi. Boh, bisogna crederci, ma la qualità e la bontà non sono comunque rilevanti. Comunque, non essendoci un menu, ognuno puo’ esprimere la sua interpretazione. Qui sono democratici. Ci viene servito un secondo primo, stavolta servito dalla pirofila da un cameriere molto serio e professionale. Nella pirofila una pasta tipo strascinati, ma dall’aspetto decisamente industriale, che nuotano in una salsa giallognola, decisamente non appetibile. Gli chiedo cosa ci serve ora. Risposta? Tenetevi forte: non lo so!!!! Eh????? sei appena uscito dalla cucina e non sai cosa ci servi? e manco ti interessa chiedere cosa porti ai clienti? Puo’ esistere un menefreghismo del genere? ma non gli conviene cambiare lavoro? forse fare il lavapiatti sarebbe più consono al tuo atteggiamento, altro che cameriere in un albergo di lusso! Comunque iniziamo a mangiare, la pasta è naturalmente fredda (pare sia la regola della casa...), cercando di indovinarne la salsa. Al nostro tavolo c’è una signora tedesca, che ha avvertito l’organizzazione di essere allergica alle noci. Inizia a mangiare ma ad un certo punto di colpo lascia cadere la forchetta sul tavolo e si porta le mani alla gola. Fissa il piatto che ha davanti poi dice: qui ci sono noci. Anche noi guardiamo nei nostri piatti ed effettivamente, nel miscuglio, che dovrebbe essere una salsa, individuiamo dei pezzettini di noce. La signora ha fortunatamente la presenza di spirito di prendere dalla propria borsa delle medicine (che, ci dice, porta sempre con sè, per evitare avvelenamenti) e le inghiotte prontamente con un bicchier d’acqua. In viso, nella zona del collo e della gola, le sono apparse delle macchie rossastre, ed ora si porta di nuovo le mani alla gola che, ci dice, sente gonfiarsi. Al tavolo siamo tutti allibiti e naturalmente anche spaventati, nessuno mangia più, l’appetito, quel poco che era rimasto, se n’è andato definitivamente. Ci interessa ora stare a vedere come si evolvono le cose. E’ impossibile non reagire, non possono trattare ospiti stranieri come pezze da piedi. Sarà anche un hotel di lusso, ma non se lo possono proprio permettere. Chiedo ad un cameriere che va avanti e indietro (quello che gli riesce al meglio...) se puo’ farmi parlare con il responsabile di sala. Promette di chiamarlo subito. Passano 10 minuti, non succede nulla, chiedo un po’ spazientito ad un suo collega (che pare abbia le stesse attitudini...) di chiamare questo benedetto caposervizio, e dopo altri 5 minuti finalmente arriva un tipo che sembra un po’ spaesato e confuso. Gli faccio presente tutto quello che mi viene in mente, la qualita’ del servizio inesistente, del menu inesistente, della mancanza di informazioni, del cibo freddo, insipido e secco, della ridicola professionalità dei camerieri, dei vini non regionali, ma racconto soprattutto il fatto accaduto alla nostra compagna di tavolo e di sventura, che è stata praticamente vittima di un tentato avvelenamento. Gli suggerisco che come minimo dovrebbe chiedere scusa alla signora, anche se sarebbe degno di denuncia. Inizia a borbottare qualcosa in italiano, rivolto alla signora, gli dico che la signora è tedesca e non parla italiano, mi dice che non parla tedesco. Gli dico che puo’ farlo anche in inglese, mi risponde: (tenetevi forte, di nuovo!!!): non so l’inglese!!!! Mi mancano le forze, il colpo è troppo forte, devo sedermi perchè mi viene da star male. Hallo!!!! sei un caposervizio (una volta quelli che sapevano e dimostravano di esserlo si chiamavano maître d’hotel) e lavori in un hotel di lusso, minimo dovresti conoscere 5 lingue e dovresti sapere anche lavorare e trattare con gli ospiti. Ma ti accontenti di sapere solo il dialetto lucano e forse un po’ di italiano. Ma è possibile che non ti vergogni??? Possono ancora succedere queste cose? e poi vi meravigliate perchè non arrivano ospiti dall’estero? Imparate a lavorare, forse qualcosa cambierà. La stupidità, l’arroganza, la presunzione, l’idiozia non hanno mai portato a risultati. Pensateci bene e forse vergognatevi!!! Imparate a lavorare o scegliete comunque un modo di vivere più consono alle vostre capacità. O fate chiudere questa struttura di lusso e mandate il personale a scuola e insegnate loro come si lavora in un hotel (non necessariamente di lusso) e come si tratta il cliente. Quanto ci è successo è stato un insulto a tutta Matera, a tutta la Basilicata, a tutti quelli che lavorano con passione e coscienza e a tutta l’Italia che vive di turismo. E per fortuna che molti di loro ancora esistono!


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