“La Bruna”, storia e curiosità sulla festa patronale materana che ha affascinato l’Italia

Turismo e territorio un questionario importante
Maggio 21, 2019
La nostra classifica delle 5 cose da vedere a Matera
Maggio 31, 2019
Show all

“La Bruna”, storia e curiosità sulla festa patronale materana che ha affascinato l’Italia

La festa della Bruna!
Ogni 2 luglio per ogni materano è un evento importantissimo, vitale, a cui ci si prepara mentalmente e fisicamente, porta via tempo dedizione.
Perché il 2 luglio non è semplicemente la festa della santa patrona della città, ma forse qui come in poche città, viene vissuta in modo empatico, quasi nevrotico da tutti i cittadini.
Ma vediamo un po di storia, qualche curiosità e leggende che girano attorno a questa festa.

Quando fu istituita e da chi?

Fu Papa Urbano VI che nel 1389 istituì l'anniversario detto della visitazione e da quella data appunto il 2 luglio si celebra anche la festa di Maria Santissima della Bruna.

Leggende metropolitane

Sono addirittura tre le leggende che si raccontano a Matera su questa festa.
La prima narra di una ragazza sconosciuta, apparsa ad un bracciante al rientro verso Matera. La fanciulla chiese all'uomo un passaggio sul suo carro e questi, dopo averla accompagnata fino alle porte della città, nei pressi della chiesetta di Piccianello, la vide trasformarsi in statua. La Vergine salutò quindi l’incredulo contadino sussurrandogli queste parole: “E’ così, su un carro addobbato, voglio entrare ogni anno nella mia città”.
La seconda leggenda sul perché della distruzione del Carro trionfale, narra invece di un probabile assalto dei saraceni. I materani, per scongiurare il pericolo che le icone della loro profonda devozione e venerazione cadessero nelle mani degli aggressori, distrussero loro per primi il carro, evitandone il saccheggio.
La terza e ultima leggenda racconta invece che il Conte Tramontano, allora signore di Matera, abbia promesso alla cittadinanza tutto il necessario per lo svolgimento della Festa in onore della Santa patrona, persino un carro nuovo ogni anno. I materani per mettere alla prova il mal sopportato tiranno (vedi articolo sul Conte Tramontano), assaltarono il Carro trionfale costringendo il Conte a mantenere la promessa fatta.

Origine del nome

L'idea comune e fortemente radicata nella popolazione materana è che il nome Bruna provenga dal colore bruno dell’immagine della Madonna presente nel Duomo. Il restauro però ha smentito tale tesi, infatti il colore è piuttosto chiaro e l’opacità era dovuta al fumo delle candele accese nella Chiesa Madre dai credenti nei secoli.
Il nome fu quindi probabilmente istituito da Urbano VI nel momento stesso in cui propose l’istituzione di questa festa (1389).
Gattini invece attribuisce al vocabolo “bruna” (che significa corazza) il significato di questo nome.
Per altri “bruna” sarebbe una riduzione dialettale di Hebron, famosa città della Giudea dove la Vergine visitò Santa Elisabetta. Da qui l’altro nome meno usato di “Visitazione”.
Processione pastori (FILEminimizer)

Processione dei pastori

Oggi la festa inizia con la Processione “dei pastori”. Normalmente alle ore 5:00 del mattino parte dalla Cattedrale per girare la città (i due quartieri dei Sassi). A partire dal 1800 compaiono i primi due tamburi e poi due violini che accompagnano il Quadro della Madonna per le parrocchie e le principali chiese del Caveoso e del Barisano. Rientrata la processione nella Chiesa Madre, ai congregati e ai suonatori veniva offerta la colazione.
Gli aspetti folkloristici che caratterizzano la Processione sono diversi ma meritano sicuramente di essere citate le ‘batterie" di polvere da sparo, che attirano l'attenzione sul passaggio del Quadro della Vergine; altra caratteristica è l’esposizione sui balconi di velluti bianchi in segno di festa.
Già negli anni Novanta, il percorso attraversato dalla Processione, fu modificato e allungato. Oggi, i Pastori della Bruna attraversano i quartieri più vecchi della Città, senza però ripercorrere gli stretti vicoli che caratterizzano i Sassi accompagnati anche dai Cavalieri della Bruna vestiti e adornati di tutto punto tra cui i trombettieri.
Lo strazzo (FILEminimizer)

Lo strazzo (lo strappo)

Lo Strazzo, del Carro trionfale (lo strappo o la rottura) in onore di Maria Santissima della Bruna, è un rito di cui si conoscono le vicissitudini dal 1700, anno in cui cominciò la ricostruzione annuale del manufatto. Deposta la statua della Madonna, comincia la sollecitata discesa verso la piazza mentre il carro è scortato dai cavalieri della Bruna e da volontari (un tempo chiamati i vastasi, oggi Angeli del carro) che lo circondano per evitare che giovani impazienti lo distruggano prima. Solitamente, il carro subisce i primi assalti in corrispondenza della chiesa di Santa Lucia, proprio all'ingresso della piazza, mentre i difensori che fanno da cordone serrano le fila e l'auriga incita i muli per compiere gli ultimi metri di tragitto per condurlo integro fino al centro della piazza.
Gli assalitori tentano con grande foga e irruenza di accaparrarsi un pezzo del carro come trofeo e come segno di prosperità e benessere (il manufatto in precedenza viene benedetto dall'Arcivescovo, perché su di esso la Vergine giungerà in città) prima che ne rimanga solo lo scheletro. Il rito secolare si conclude così tra il tripudio generale, e l'anno successivo un nuovo carro verrà progettato e costruito.
Lo straccio del carro, inizialmente avveniva sulla Civita, in piazza Duomo (largo Duomo), per poi con l'estendersi della città ottocentesca, spostarsi in piazza della fontana (o largo del Popolo), oggi piazza Vittorio Veneto.
Fuochi (FILEminimizer)

Fuochi d'artificio

I fuochi d'artificio sono il primo elemento profano e degno di nota che compare già dal 1605. Dai documenti storici si legge dell’acquisto di un rotolo di polvere.
L'esplosione di una bomba carta come indicatore di festeggiamenti è stato utilizzato qui prima che in ogni altra manifestazione, e sarà introdotta nella festa per volere del popolo, di sacerdoti e gentiluomini (coloro cioè che ne curavano le spese).
Dopo la Bruna Matera ritorna al silenzio, ma solo a tarda notte, dal momento in cui l'esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano il canyon della Gravina, termina, salutando i Sassi dall'alto di un cielo di luce.
Due dei detti più famosi li riportiamo quì di seguito.
"A mmogghjë a mmogghjë all'onn cj vahnë" (sempre meglio l'anno venturo), è l'augurio finale dei materani per una celebrazione sempre più bella.
La frase finale poi: "Sim r'mes chaom o dih d liggh", siamo rimasti come il 2 di luglio, finita la festa si torna alla solita vita quotidiana.

Prenota anche tu la tua visita a questa meravigliosa città, vieni a scoprire e a vivere insieme a noi quest'evento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *