La nostra classifica delle 5 cose da vedere a Matera

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La nostra classifica delle 5 cose da vedere a Matera

Nomi importanti come Carlo Levi e Giovanni Pascoli sono solo due dei tanti rimasti colpiti da Matera, la terza città più antica del mondo (10000 anni), dove storia, cultura, natura, si incontrano e si fondono dando vita ad un paesaggio ricco di scenari e scorci dal fascino impareggiabile. Il primo diceva che “Chiunque veda Matera non può non restarne colpito tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza“; mentre l’altro: “Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e malinconia“.
Nonostante il tempo passa e muta, qui le cose non cambiano: Matera, incredibile città scolpita nel tufo continua a lasciare i visitatori senza parole.
La città eterna.
La vita non si è mai fermata: è la città abitata da sempre, la città in cui, dal Paleolitico ad oggi, è possibile ripercorrere la storia dell’uomo che discretamente si è insediato qui, utilizzando quello che il territorio offriva facendo di necessità virtù ed integrandosi perfettamente con esso, senza violarlo.
Matera è una città unica, un luogo straordinario senza tempo. E’ la città dei celebri Sassi, il primo sito del sud Italia dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, delle numerose chiese rupestri, delle aree naturali dove ammirare diversi habitat al cui interno vivono diverse specie faunistiche e floristiche, delle tradizioni contadine, dei paesaggi di incomparabile bellezza.
Ma Matera è anche la città dei tesori nascosti, dei musei, dei festival, dei concerti, dei percorsi multimediali. Il 17 Ottobre 2014 la città dei Sassi è stata designata Capitale europea della Cultura per il 2019: una vittoria importante per una terra spesso dimenticata che potrà così liberarsi per sempre della triste definizione di “vergogna nazionale”.
In questo articolo vi mostreremo le 5 cose da vedere durante un week end o una breve vacanza.
Sassi

1. I sassi

I Sassi sono la prima cosa che si associa alla città di Matera. L’antichissimo insediamento abitativo costruito nella roccia tufacea (calcarenite arenaria più precisamente) sul fianco del vallone Gravina, nel 1993 è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”. L'intreccio di grotte adibite ad abitazioni, vicoli tortuosi, chiese rupestri, terrazzamenti, giardini, cunicoli sotterranei fa dei Sassi un meraviglioso esempio di complesso architettonico perfettamente adattato al contesto naturale, da vedere almeno una volta nella vita. Per questo, i Sassi rappresentano un paesaggio unico nel loro genere, meta di affascinati viaggiatori ed ispirati registi. Eppure negli anni 50 – 60 i Sassi furono considerati “vergogna nazionale” a causa delle condizioni igieniche precarie, indicibili e del sovraffollamento nelle "case grotte", tanto da venir abbandonati e lasciati nella rovina più completa. Fortunatamente dopo circa 30 anni, cominciarono gli interventi per la conservazione e il recupero di questi gioielli dimenticati che alle luci del tramonto si tingono di magia regalando spettacoli mozzafiato. I Sassi di dividono in due quartieri: il Sasso Barisano, il rione più grande, le cui case oggi ospitano per lo più attività commerciali e turistiche, e il Sasso Caveoso, considerato il quartiere più antico che maggiormente conserva l’aspetto della città rupestre.
Cattedrale (FILEminimizer)

2. La cattedrale

Dal punto più alto della città che è il colle della Civita, la Cattedrale di Matera offre una splendida veduta panoramica sul Sasso Barisano. La costruzione risale al XIII secolo, sorge sui resti dell’antico monastero benedettino di S. Eustachio. Dal 1627 è dedicata alla Madonna della Bruna e a S. Eustachio, protettori della città. La facciata è in stile romanico pugliese e presenta un bel portale riccamente decorato sormontato dalla statua della Madonna della Bruna, e un imponente rosone a 16 raggi sovrastato dall'arcangelo Michele che schiaccia il drago e circondato da due figure maschili ai lati ed un’altra in basso che funge da atlante. Sulla facciata laterale del duomo vi sono altri due portali minori: “porta di piazza” e “porta dei leoni” così chiamata per la presenza delle statue due leoni accovacciati a guardia della fede. Imponente anche la torre campanaria alta 52 m. a 4 piani. L’interno, rimaneggiato in epoca barocca, è a croce latina con tre navate separate da colonne con capitelli medioevali figurati. Oltre al famosissimo presepe di pietra realizzato nel 1534 da Altobello Persio, la basilica conserva numerosi tesori tra cui: un affresco bizantino raffigurante la Madonna della Bruna con Bambino, il “Giudizio Universale”, frammenti di un ciclo di affreschi di cui restano l’Inferno e parte del Purgatorio (XIII e XIV secolo), il bellissimo coro ligneo minuziosamente scolpito nel 1453 da Giovanni Tantino, e sull'altare maggiore la grande pala “ Vergine con Bambino e Santi” (1580).
Chiese rupestri (FILEminimizer)

3. Le chiese rupestri

Questi luoghi mistici scavati nella roccia sono uno dei tratti distintivi di tutto il territorio materano: cripte, eremi, basiliche, santuari e cenobi. Le chiese rupestri nella loro unica bellezza rappresentano eccezionali opere artistiche, espressione del patrimonio storico e culturale del territorio. Sono circa 150 diffuse sul territorio materano per la cui tutela è stato istituito il Parco delle Chiese Rupestri del Materano, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Fra le numerose chiese rupestri visitabili ne citiamo qui di seguito solo alcune: la chiesa di San Pietro Barisano che sorge nel Sasso omonimo; la chiesa di Santa Lucia alle Malve contenente affreschi di notevole fattura tra cui quello della “Madonna del Latte” o “Galattotrofousa” che porge con le due dita il seno al Bambino; la chiesa di Santa Maria de Idris scavata nel fianco del Monterrone, e la cripta di San Giovanni che formano, attraverso un cunicolo interno, un unico complesso rupestre molto suggestivo. Il Convicinio di Sant’Antonio (XII – XIII sec.) utilizzato a partire dal XVII sec. come cantina, formato da 4 chiese costruite attorno ad un cortile. E’ dedicata invece a Santa Barbara la chiesetta dall’architettura romanica di ispirazione orientale ricca di pregevoli dipinti murali tra cui una rappresentazione della Santa con in testa un ricco diadema e nella mano destra la torre, simbolo del suo martirio.
Cripta del peccato originale (FILEminimizer)

4. La cripta del peccato originale

Lungo la parete della Gravina di Picciano a pochi chilometri da Matera si trova la Cripta del Peccato Originale. La chiesa/grotta magnificamente affrescata (ri)portata alla luce nel 1963, definita la Cappella Sistina della pittura parietale rupestre. Il bellissimo complesso pittorico di scuola benedettino beneventana (sec. VIII – IX) che decora le pareti della cripta è senza discussione una delle testimonianze più importanti della pittura alto/medievale dell’area mediterranea. Per lungo tempo utilizzata dai pastori come ricovero per gli animali, era prima conosciuta come la “Grotta dei Cento Santi”, per la presenza dei numerosi santi raffigurati sulle pareti. Il recupero della Cripta ha restituito gli affreschi alla piena fruizione. Sulla parete di fondo sono illustrate alcune scene bibliche relative alla Genesi (Dio Padre Creatore, la Luce, le Tenebre, la creazione di Adamo, la nascita di Eva, la tentazione e il Peccato Originale) mentre nelle tre conche absidali sono raffigurati gli Apostoli, gli Arcangeli e la Vergine. L'autore di queste meravigliose opere che è ignoto viene ricordato semplicemente come il Pittore dei Fiori di Matera per la presenza nella parte inferiore degli affreschi di numerosissimi fiori con i petali rossi.
Casa grotta

5. La casa grotta

“Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà”, così scriveva Carlo Levi nel 1952. Immergersi anche solo per un istante in quel mondo contadino è senza dubbio utile per conoscere quali erano le condizioni di vita nei Sassi prima del loro abbandono forzato. Quale modo migliore se non quello di visitare la casa grotta ( in foto quella di vico Solitario)? Ad oggi sono molte le case grotta che possono essere visitate di grandezza più o meno uguale permettono tutte la possibilità di capire  come viveva la popolazione in quei tempi. La casa, abitata fino al 1957 da persone (più animali), si compone di un unico ambiente, in parte scavato (la famosa architettura in negativo) e in parte costruito, arredato con mobili e attrezzi d’epoca. C’è il focolare con la cucina, il letto con il materasso ripieno di foglie di granturco, il piccolo tavolo con un unico piatto al centro dal quale tutti mangiavano, il vaso da notte usato per i bisogni corporali, il telaio per la filatura, la zona con la mangiatoia per il mulo, la cavità in cui si raccoglieva il letame usato per riscaldarsi, la cisterna dove l’acqua piovana veniva convogliata attraverso un sistema di canali.

Queste sono solo alcune delle innumerevoli cose che puoi visitare a Matera, oltre a parchi, riserve, dighe, bellezze naturali e paesaggistiche, città limitrofe ricche di storia e curiosità.

Prenota anche tu la tua visita alla città o vieni a visitarla ancora!

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