CASA CISTERNA – Casa Grotta tipicamente arredata

Ponte S. Pietro Caveoso, 39, 75100 Matera MT, Italia (0)
Prezzo a persona a partire da 2
  • Ticket
  • Attrattori
  • Audioguida
  • Bambini Gratis
  • Per gruppi


Descrizione

Uno degli attrattori indiscussi dei Sassi di Matera è la Casa Cisterna, Casa Grotta tipicamente arredata.

La Casa Grotta è uno degli attrattori di indiscusso valore che fanno parte delle mete raggiunte con la Visita Guidata dei Sassi di Matera

Tra i vari ambienti che ritroviamo all’interno della Casa Cisterna ci sono:

La Casa Grotta

“Quando parliamo di casa grotta dobbiamo considerare che la maggior parte dei contadini ancora nel novecento viveva nelle grotte, umide, buie e per lo più senza rivestimento. In questi luoghi sono presenti mobili ed oggetti di uso quotidiano. Come il cassone del grano, il letto alto col materasso ripieno di foglie di granturco, le ceste, i contenitori in terracotta per cibo e acqua, la madia per impastare.

Il Pane

Il pane era preparato con cura in casa, ma cotto in forni comuni. Andava pertanto marchiato con le iniziali della famiglia tramite appositi timbri di legno.

La parte anteriore della casa grotta, abitazione ipogea,  era occupata da un rudimentale focolare con ampia cappa. Accanto ci sono pentole, tegami di alluminio e rame, cucchiai di legno e mestoli, infine setacci per la farina e contenitori per l’olio. La stalla con i muli e gli asini era tutt’uno con l’abitazione. Nelle case grotta vivevano insieme uomini e animali, che riscaldavano gli ambienti domestici. Il contadino di primo mattino dava loro da mangiare e con il forcone raccoglieva e spostava il letame riposto nel letamaio.

Non mancavano nelle casa grotta le galline, la capra, i conigli, e a volte era presente anche il maiale. Non c’erano i servizi igienici e tutti usavano un vaso in terracotta, il cantaro, condividendone anche l’unico straccio per pulirsi. Le deficienze igieniche, la coabitazione con gli animali e l’eccessiva umidità, hanno compromesso la salute degli abitanti dei Sassi, soprattutto dei più piccoli.

Ai quei tempi si raggiungeva un’altissima mortalità infantile e di Matera si iniziava a parlare in termini di vergogna nazionale. Solo dal 1952 i Sassi iniziano a essere sfollati. Ed i contadini trasferiti nelle case popolari.

Dopo anni di abbandono, dal 1968, le case dei Sassi cominciano ad essere risanate e rivissute a vario titolo.

Divengono patrimonio dell’Umanità e rendono omaggio a una civiltà contadina oramai scomparsa.

La Cisterna Sotterranea

Nella casa grotta, una pila in pietra e una serie di anfore in terracotta precedono un canale per la raccolta delle acque e la bocca della Cisterna. Se inizialmente le cisterne servivano per raccogliere l’acqua, al fine di irrigare ed dissetare gli animali, col passare del tempo al posto degli orti saranno costruite case. E nuove cisterne saranno scavate nelle grotte servendosi di tale acqua per uso domestico. Le acque si raccoglievano scendendo per gravità e tramite il passaggio di più cisterne, venivano filtrate e purificate progressivamente.

Collegate con i pozzi ipogei dei famosi vicinati, alimentati da canali scavati nella roccia e dai tetti delle case. Per raccogliere l’acqua incanalata nei pozzi domestici si utilizzava un secchio in metallo con grossi ami di ferro, esposto anch’esso nella stanza delle acque. Le cisterne a campana sono rese impermeabili dal coccio-pesto. Era un intonaco rossastro a causa dei frammenti di tegole e di terrecotte, minutamente frantumati e legati da malta di calce. Nelle vicinanze del serbatoio sotterraneo incastrato in un incavo di calcarenite c’è il letamaio, con a fianco un’ abitazione dell’epoca.

Il Letamaio

Entrando nella casa grotta, una caverna scavata nella morbida pietra dei Sassi di Matera accoglie i visitatori alla stanza del Letamaio. In questa vasca di roccia si accumulavano gli escrementi solidi e liquidi degli animali, e spesso anche quelli dei componenti familiari.Il contadino mescolava il letame di tanto in tanto, mantenendolo umido e conservandolo fino al momento di portarlo nei campi, per concimare. Gli escrementi freschi restavano in grotta per circa due settimane, fino a che una volta secchi venivano portati nei campi ed usati come concime per le terre.

Il Mulino

Il primo ambiente che si incontra scendendo per le scale dell’ingresso è un antico mulino privato. Sul fondo della grotta due fosse scavate a destra e a sinistra sono protette da ringhiere, si chiamano Fogge. Le Fogge venivano utilizzate per conservare i cereali durante il periodo invernale. Al centro dell’ ambiente ipogeo, impiantata nelle due cavità scoperte, c’era una grande macina in pietra. Questa veniva fatta ruotare dal mulo, che girandovi attorno, lasciava una circonferenza solcata, ancora visibile per terra.

I cereali si calavano dall’alto attraverso un condotto scavato. Successivamente negli anni a venire, il mulino verrà dismesso. Sarà costruito un muro di supporto con volta a botte, e pavimentato, per farne delle stalle. In fondo alla grotta, dietro i foggiali, sono visibili i resti di due mangiatoie scavate. Alla sinistra della stanza per la molitura in roccia un secondo ambiente ospita un antico letamaio e una cisterna per la captazione dell’acqua piovana.”

Descrizione tratta dal sito web di “Casa Cisterna”

Orari Visita

  • Inverno da Novembre a Febbraio 10.00 – 14.00
  • Estate da Marzo a Ottobre  10.00 – 19.30

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