Castelmezzano (PZ)

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  • Borghi

Description

Castelmezzano

“Città paesaggio” per la sua rara bellezza inclusa nei “Borghi più Belli d’Italia”, Castelmezzano è uno dei paesi del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane.

A vederlo in lontananza, Castelmezzano, così piccolo e grazioso, fa vivere la sensazione di entrare in una favola, i cui protagonisti sono l’Aquila reale e la Civetta, la Grande Madre, l’Incudine e la Bocca del Leone.

Solo i nomi sono presi in prestito dalla fantasia, perché le sculture degli enormi massi di roccia arenaria, che nel tempo sono state plasmate dai giochi del vento e della pioggia, fino ad assumere simili forme, esistono davvero!

A fare la guardia a questo gioiello dalla struttura medievale, fatto di scale ripide, vicoli stretti, case arrampicate sulla roccia, sono le Piccole Dolomiti Lucane che, più in alto si sale, seguendo percorsi dedicati, più svelano un incantevole paesaggio.

Proprio da qui si può vivere l’emozione unica del “Volo dell’Angelo”, imbracati in totale sicurezza, per lanciarsi nel vuoto e godere come mai prima, da soli o in coppia, dell’incantevole paesaggio delle Dolomiti Lucane, fino a sfiorarne le vette e raggiungere la vicina Pietrapertosa.

La favola, a Castelmezzano, prosegue poi con un singolare “matrimonio”, quello tra gli alberi…

La storia

Nel nome, “Castrum Medianum” (castello di mezzo), è impressa la sua storia di fortezza normanna, in posizione centrale rispetto ai castelli di Pietrapertosa e Brindisi di Montagna.

Le origini di Castelmezzano sono legate alla penetrazione di coloni Greci nella Valle del Basento avvenuta tra il VI e il V secolo a.C. Successivamente con l’arrivo dei saraceni, nel X secolo d.C., la popolazione locale, costretta a fuggire, si rifugia tra rocce ripide individuate, secondo un antico racconto, da un pastore di nome Paolino, per il quale da qui sarebbe stato semplice respingere gli invasori facendo rotolare massi di pietra.

In seguito all’occupazione longobarda, Castelmezzano viene invasa dai Normanni (XI-XIII sec. d.C.), cui si deve la costruzione del castello che ha dato poi nome alla città.

Nel tempo si sono succedute le invasioni da parte degli Aragonesi (XIV-XVI sec. d.C.) e diverse famiglie hanno avuto un ruolo determinante nella storia e nello sviluppo del paese, da quella del barone Giovanni Antonio De Leonardis ai De Lerma.

La conformazione del territorio, per la presenza di rifugi naturali, ha favorito lo sviluppo del brigantaggio lucano (XIX sec.) anche a Castelmezzano.

Il patrimonio culturale

Ogni scorcio delle Dolomiti Lucani e ogni angolo del borgo di Castelmezzano custodiscono storie di popoli ed avvenimenti che lo hanno attraversato.

Dai ruderi del castello normanno-svevo, ai palazzi storici di particolare bellezza e ai portali di pregevole fattura, dalle chiese alle piccole cappelle, alle scale che portano sempre più in cima al paese, Castelmezzano è un tesoro da scoprire e indimenticabile.

Poco lontano dal paese tra sentieri, scalinate e piccoli ponti in pietra si può raggiungere poi la vallata del Caperrino, da cui è possibile ammirare i resti di antichi mulini costruiti a secco sormontati da tetti realizzati con lastre di pietra locale denominate “chiang”, “pietra”, secondo il dialetto locale.

IL CASTELLO NORMANNO-SVEVO

Il maniero risale al periodo normanno (XI-XIII sec. d.C.), costruito come roccaforte in posizione centrale rispetto ai castelli di Pietrapertosa e Brindisi di Montagna.

In realtà ne sono visibili solo i ruderi, in particolare, parte del muro di cinta, resti di mura rialzati sulla roccia, una cisterna per la raccolta delle acque piovane e la lunga e ripida scalinata scavata nella roccia, utilizzata probabilmente come postazione di avvistamento, da cui era consentito sorvegliare la sottostante vallata del fiume Basento.

Fino a poco tempo fa questa scalinata era percorribile dai visitatori che volessero raggiungerne il punto più alto per godere del panorama mozzafiato che si staglia sulle Dolomiti Lucane.

I sapori

Anche a Castelmezzano, come in tutta la Basilicata, la buona tavola non è un mistero!

Il prodotto tipico del borgo è la salsiccia, proposta in numerose varianti. Gustosi sono poi gli altri piatti a base di carne, tra i quali predominano l’agnello alle erbe e il capretto con le patate alla brace.

Preparato soprattutto in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Lucia Martire, il 13 dicembre, molto gustosa e la “cuccia”, un piatto tipico a base di fave, grano, ceci e cicerchie.

Non c’è pasto che non si concluda poi con le imperdibili e croccanti “crostole” al miele, un tipico dolce nuziale del posto.

Natura e Parchi

Castelmezzano, come Pietrapertosa con cui condivide l’appartenenza ai “Borghi più Belli d’Italia”, rientra nell’area del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane.

Tra incontaminate bellezze paesaggistiche e tracce di una storia millenaria, il Parco è uno degli spazi verdi più belli della regione, in cui è possibile scoprire e conoscere, per l’importante valore naturalistico, storico ed etno-antropologico, tutti segreti che la natura può preservare.

Con un’estensione di oltre 27 mila ettari l’area verde comprende la foresta di Gallipoli Cognato e il bosco di Montepiano, formato da imponenti esemplari di cerro, odorosi tigli, peri e meli selvatici, aceri, ontani e il raro agrifoglio. Qui vivono lupi, tassi, istrici e gatti selvaggi e tra gli uccelli si possono avvistare falchi pellegrini, poiane e picchi muratori.

Il patrimonio religioso

A Castelmezzano la devozione si esprime nella chiesa madre e in alcune cappelle disseminate nel grazioso borgo.

La chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo (XIII sec.), tutta costruita in pietra locale, domina nella piazza principale. Molto bella è la maestosa facciata in stile romanico, rivestita con pietra locale a faccia vista e scandita da quattro colonne e un architrave, a sua volta abbellito da fiori, leoni e aquile a due teste.

In posizione centrale, una nicchia ospita un affresco di San Rocco, Protettore del paese. A una sola navata e con quattro cappelle, all’interno sono custodite opere di elevato valore artistico, come la bella statua lignea della Madonna dell’Olmo (XIII sec.) e una tela della “Sacra Famiglia” realizzata dal pittore lucano Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa, uno dei massimi esponenti della cultura pittorica lucana tra tardo manierismo e barocco, le cui numerose opere sono disseminate nelle chiese e nei conventi della regione.

Si può inoltre ammirare un altare ligneo in stile barocco con al centro un dipinto disegnato su una pietra.

Probabilmente di origini bizantine, la chiesa del Santo Sepolcro è una delle più antiche di Castelmezzano. Essa custodisce la statua lignea della Madonna dell’Ascensione (XIV sec.), che, secondo una leggenda, sarebbe stata ritrovata da due pescatori in riva al mare. Proprio a costoro la Madonna stessa avrebbe chiesto di essere condotta a Castelmezzano.

Da vedere sono inoltre le cappelle di Santa Maria, della Madonna dell’Annunziata, di San Marco e di Santa Maria “Regina Coeli”.

Riti arborei

Castelmezzano è uno dei comuni lucani in cui si celebra l’ancestrale rito arboreo che consiste in un vero e proprio “matrimonio” tra piante: un tronco e una cima. Si tratta della “Sagra du’ Masc”.

Ogni anno, il 12 e 13 settembre, in concomitanza con i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Padova, un robusto tronco di cerro, “lo sposo”, detto anche “il Maggio”, viene scelto tra i boschi del Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane e, sfrondato da boscaioli del posto, è trascinato da coppie di buoi fino al centro del paese. Contemporaneamente, tra balli e banchetti improvvisati nel bosco, si svolge un rituale analogo per la cima di agrifoglio, “la sposa”.

Raggiunta la piazza di Castelmezzano, i due si incontrano e, posti l’uno sull’altra, vengono innalzati quasi fino a toccare il cielo, sotto lo “sguardo” dolce e accondiscendente della statua di Sant’Antonio di Padova e dell’intero paese.

Dopo il reciproco “sì”, il Maggio è pronto per essere scalato alla conquista di simbolici premi.

Cinema

Nel 2014 Castelmezzano è stato set de “La Grande Seduzione”, il lavoro cinematografico diretto da Massimo Gaudioso e prodotto dalla Cattleya.

Per diversi mesi si sono aggirati tra gli angoli più suggestivi del paese gli interpreti del film: Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Nando Paone, Fabio Volo e Miriam Leone. Le riprese hanno interessato molti punti del piccolo borgo lucano che si sono trasformati così in una vera e propria location cinematografica.

Per l’occasione la vecchia galleria scavata nella roccia è diventata una miniera, mentre in uno dei ristoranti è stata ambientata la locanda dei minatori di “Pietramezzana”.

Attrattori

Un chilometro e mezzo in poco più di un minuto, da Castelmezzano a Pietrapertosa, e viceversa. In Basilicata si “vola” sulle vette delle Piccole Dolomiti Lucane, in due o in solitudine.

Il Volo dell’Angelo” ogni anno fa vivere l’esperienza della discesa tra le vette e gli incantevoli paesaggi dei due “Borghi più belli d’Italia” e consente di sorvolare le Dolomiti Lucane regalando sensazioni straordinarie e amplificate, sospesi a quattrocento chilometri dal suolo e perfettamente allineati su un cavo di acciaio.

Un tuffo tra cielo e terra con la percezione di accarezzare uno dei paesaggi più suggestivi della Basilicata.

IL PERCORSO DELLE SETTE PIETRE

Un antico tratturo contadino congiunge i comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa da percorrere in circa novanta minuti.

Il Percorso delle Sette Pietre è un viaggio nella fantasia e nella tradizione, che si snoda in sette tappe recuperando una storia tratta dal testo “Vito ballava con le streghe” del giornalista lucano Mimmo Sammartino e traducendo in forme visive, sonore ed evocative i temi e le immagini della narrazione.

Ogni tappa prevede uno spazio allestito e propone una parola chiave che restituisce il senso del racconto: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio. Nella tappa centrale, quella delle “streghe”, il visitatore apprende l’intera storia, attraverso elementi di suggestione scenografica e sonora.

Outdoor

Nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, in cui ricade il territorio di Castelmezzano, si vivono intense esperienze a contatto con la natura.

Itinerari, visite ed escursioni guidate, lungo una fitta rete di sentieri realizzati per soddisfare le esigenze dei più esperti escursionisti o gli amanti della natura. Trekking a piedi e a cavallo, mountain bike e laboratori didattici per le scuole di diversi ordini e grado sono alcune delle opportunità offerte dall’immensa distesa del Parco di Gallipoli Cognato agli amanti del verde e dell’outdoor.

Circondati da un paesaggio senza confini, trovano la propria dimensione anche gli appassionati di attività specifiche come il Bouldering o l’Orienteering, quest’ultimo praticabile nel tratto di bosco nei pressi di località Palazzo e nel territorio di Castelmezzano.

Il sito boulder del Parco Gallipoli Cognato è frequentato da climbers provenienti da tutta Europa, perché la qualità della roccia arenaria che contraddistingue l’area è ben cementata e garantisce una buona aderenza a quanti praticano l’arrampicata sportiva sui massi.

Tanto Castelmezzano quanto Pietrapertosa sono mete particolarmente ambite anche nell’ambito del mototurismo per le dolci curve che l’appassionato di questa attività può accarezzare e fiancheggiare raggiungendo questi due tesori delle Piccole Dolomiti Lucane.

Nel Parco Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, in cui ricade il territorio di Castelmezzano, si vivono intense esperienze a contatto con la natura.

LUCANIA OUTDOOR PARK

All’interno del Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane si trova anche Il Parco Avventura  Lucania Outdoor, esattamente in località Acqua Furr del comune di Cirigliano.

Un divertente parco per gli amanti della natura di qualsiasi età e che, immerso nel bosco, consente di usufruire di appassionanti percorsi avventura con itinerari acrobatici sospesi tra gli alberi, oltre che a praticare il tiro con l’arco o andare su e giù per i pendii in mountain bike.

A rendere ancor più avvincente la permanenza in questo spazio naturale sono anche le pedane sospese in legno e le corde per giocare con la propria capacità di stare in equilibrio. I percorsi proposti, inoltre, hanno diverse difficoltà per consentire così a chiunque di divertirsi all’aria aperta, che siano bambini o sportivi esperti.

fonte Basilicataturistica


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