Pisticci (MT)

Pisticci (0)
Prezzo a persona a partire da 0
  • Borghi


Descrizione

PISTICCI

È la “città bianca”, per il suo manipolo di candide casette dai tetti rossi tutte allineate su lunghe file che costituiscono la rarità urbanistica del suggestivo rione Dirupo, incluso nell’elenco delle “100 Meraviglie d’Italia da salvaguardare”.

Intorno a Pisticci si dipanano meraviglie naturalistiche argillose, tipiche di questo tratto del territorio lucano, i Calanchi, che conferiscono ai paesaggi un’atmosfera intima e lunare. Queste misteriose scanalature fanno da cornice all’abitato del paese che, a forma di “S”, sembra disegnare un anfiteatro naturale posto su un’altura.

In una delle diverse frazioni di Pisticci, Marconia, sorge il bel castello di San Basilio, un tempo complesso religioso poi trasformato in castello da Ruggero il Normanno.

Un esteso arenile e acque poco profonde, adatte ai bambini, fanno delle spiagge di Marina di Pisticci un ideale luogo di vacanza per famiglie che possono godere inoltre della circostante natura incontaminata tipica della costa ionica.

La storia

Molti aspetti significativi contraddistinguono la storia di Pisticci, a partire dalla presenza di diverse necropoli che testimoniano la presenza dei primi insediamenti nel territorio  nel X secolo a.C., ad opera degli Enotri, mentre, successivamente, l’area della costa ionica viene colonizzata dai greci.

A Pisticci tra V e IV secolo a.C. opera il Pittore di Pisticci, considerato il primo ad aver adottato nelle colonie della Magna Grecia la pittura a figure rosse per la decorazione dei vasi. Oggi molte delle sue opere sono custodite presso il British Museum di Londra.

Pisticci subisce la dominazione romana, successivamente il feudo costituito dai normanni passa dai Sanseverino, agli Spinelli, dagli Acquara e ai De Cardenas.

Un evento nefasto del passato ha segnato inevitabilmente il presente di Pisticci: la nevicata del febbraio 1688, in seguito alla quale sono sprofondati i rioni Casalnuovo e Purgatorio. Avendo la popolazione rifiutato l’ipotesi che l’abitato venisse spostato più a valle, sullo stesso terreno della frana vennero costruite 200 casette in filari, tutte uguali e bianche: le “casedde” del nuovo rione Dirupo, a ricordo della frana.

Il patrimonio  culturale

Palazzi storici, torri difensive e antichi rioni fanno della “città bianca” di Pisticci uno scrigno di preziosi gioielli da ammirare e preservare.

Dei suoi numerosi rioni colpisce, per la rarità urbanistica che lo contraddistingue e per la storia che si cela dietro le sue “casedde”, il “Dirupo” anticamente noto come Casalnuovo. Sorto a seguito della rovinosa frana del 1688, continuò ad essere abitato dalla popolazione che non volle trasferirsi a valle.

Bellissime, di giorno per il contrasto tra il bianco delle loro facciate e l’oro dei raggi del sole, e di sera per la suggestiva illuminazione che le avvolge, le tipiche casette bianche sono allineate seguendo un’architettura semplice e spontanea. Sulla parte più alta e antica dell’abitato svetta invece il rione “Terravecchia”, dove si possono ammirare il castello di epoca normanna, di cui resta solo la torre quadrata, l’antica porta del paese, la chiesa madre e numerosi palazzi gentilizi.

Tra gli edifici storici spicca Palazzo De Franchi, in stile rinascimentale, caratterizzato da un loggiato a quattro arcate a tutto sesto e un imponente portale in blocchi di pietra bianca. Degno di nota è anche il cinquecentesco Palazzo Giannantonio, oggi sede del comune. Completato nel 1695, esso si distingue per l’interessante portale monumentale con cancello in ferro battuto intarsiato e la corte interna.

Nella frazione di Marconia si erge poi il castello di San Basilio, costruito come masseria fortificata intorno al VII secolo dalla comunità monastica dei basiliani e poi divenuto poi feudo normanno.

Tra le numerose torri disseminate sul territorio di Pisticci non passa inosservata la “Torre Bruni”, considerata antichissima, per quanto se ne ignori la data di edificazione. Una leggenda vuole che proprio qui avrebbe trovato rifugio Bruto dopo la congiura contro Cesare.

I sapori

Pisticci è la terra dell’”Amaro Lucano”, il liquore prodotto artigianalmente sin dal 1894 e noto per la gradevolezza del suo gusto inconfondibile.

Tra i prodotti tipici spiccano la pasta preparata a mano, come le originali “tapparédde”, a forma di rombo, o i “rucchélé”, invitanti gnocchetti, e ancora i “tagghiariédde”, tagliolini, i maccheroni ai ferri e le orecchiette. Molto diffuso è il piatto a base di verdure fave e cicorie e i “lambasciùne”, squisite preparate in vari modi.

Rinomati sono i vini del Metapontino, tra i quali il Bianco Malvasia e il Moscato.

Natura e Parchi

Il borgo di Pisticci è circondato dal brullo ma affascinante paesaggio dei caratteristici “calanchi lucani”.

Immensi ammassi argillosi modellati in milioni di anni dalle forze naturali, i calanchi svettano e si impongono allo sguardo in un territorio ricco di storia e cultura, conferendo anche alla natura il suo prezioso valore.

Tra il mar Ionio, la Valle del Sinni e la Valle dell’Agri, i “calanchi lucani” si estendono fino ai confini del Parco di Gallipoli Cognato. I “giganti” di argilla di Pisticci rientrano nel comprensorio che include anche quelli di Montalbano Ionico, Craco, Stigliano, Ferrandina, Salandra, Tursi e Aliano.

Il patrimonio religioso

Le chiese disseminate nel territorio di Pisticci presentano importanti strutture architettoniche e preservano al loro interno pregevoli opere artistiche.

Dal sagrato della chiesa madre dei santi Pietro e Paolo si gode un suggestivo panorama che spazia fino al mare Ionio. Proprio di fronte ai ruderi dell’antico castello medioevale, il tempio sorge sui resti di una chiesa preesistente (1212), di cui rimane il campanile con due ordini di bifore. In stile romanico-rinascimentale, l’edificio presenta un’architettura cinquecentesca e pianta a croce latina con tre navate. Quelle laterali ospitano cappelle e altari barocchi, mentre alle pareti spiccano tele di stampo caravaggesco attribuite a Domenico Guarino (XVIII sec.).

Sulla piazza centrale del paese affaccia la chiesa di Sant’Antonio, fino al 1860 parte del convento di Santa Maria delle Grazie. Si compone di tre navate, delle quali quella centrale è impreziosita da un ciclo di tele iniziato nella prima metà del XVIII secolo da Domenico Guarino e portato a termine (1769) da Teresa Del Po.

Davvero molto bello, sul vicino monte Corno, è il santuario di Santa Maria del Casale, presumibilmente costruita intorno al 1087 sui ruderi di un antico cenobio greco-bizantino da Rodolfo Maccabeo ed Emma d’Altavilla, un tempo fuori dal centro urbano di Pisticci. Splendido è il portale di stile romanico pugliese. Una volta all’interno è subito visibile la scultura lignea del XII secolo raffigurante la Vergine.

Cinema

A Pisticci per un lungo periodo hanno sostato le troupe del “Cristo si è fermato a Eboli” (1979) di Francesco Rosi, un lavoro importante e faticoso per le distanze che legavano i luoghi scelti come location.

Se è vero infatti che le principali scene del lavoro di Rosi, tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Levi, sono state girate tra Aliano, Guardia Perticara, Matera e Craco, è vero anche che in alcuni spezzoni del film si riconoscono scorci di Pisticci. Come nel caso della stazione ferroviaria e della campagna circostante la zona di contrada Pozzitello.

Ad agosto, inoltre,  nel centro storico di Pisticci, in località Terravecchia, va in scena da anni ormai il primo festival internazionale di Cinema nato in Basilicata.

Sport

Non solo cultura, archeologia e mare, la costa ionica è anche sport – e tanti – da praticare sfruttando le straordinarie risorse naturali e paesaggistiche che essa offre.

E infatti per chi sceglie di fissare qui la meta di un soggiorno estivo tutto lucano sono davvero numerose le occasioni di svago: dal golf, immersi in una meravigliosa cornice di agrumeti, vigneti e vegetazione mediterranea, a pochi passi dal mare, alla vela, dalla canoa al windsurf, fino alle immersioni negli splendidi fondali del Mar Ionio, o alla pesca sportiva.

C’è solo l’imbarazzo della scelta e se il tempo a disposizione lo consente ci si può lasciar andare ad ognuna delle attività, grazie alla presenza di strutture ricettive adeguate e in grado di soddisfare le preferenze e le esigenze di ogni ospite.

Tra gli sport praticabili sono inclusi anche lo sci nautico e il kitesurf.

Outdoor

A Pisticci gli amanti del trekking possono scoprire scorci, angoli e panorami inoltrandosi in lunghe passeggiate tra i rioni più suggestivi o nell’incantevole scenario dei calanchi, autentiche sculture naturali.

Si può scegliere di intraprendere un percorso fissando lo “start” tra le casette bianche a schiera del rione Dirupo, esplorandolo fino a raggiungere poi il più antico noto come Torrevecchia, oppure strutturare un itinerario tra i meravigliosi ammassi argillosi dalle simpatiche guglie e svettanti pinnacoli, scivolando lungo sentieri scoscesi.

Fra le fertili pianure che si sviluppano verso il Mar Ionio ci si può lasciare andare nella totale aridità di profondi canyon e brulle dune bianche qua e là addolcite da ciuffi di piante, fino a inoltrarsi nella emozionante Riserva regionale dei Calanchi di Montalbano Ionico, prestigiosa area scientifica di studio geopaleontologico dai panorami mozzafiato, per questo considerata una delle zone paesaggistiche più suggestive e spettacolari della Basilicata.

Località Balneari

Tra il lido di Metaponto e quello di Scanzano Ionico è compresa la località balneare di Marina di Pisticci, dai tipici fondali bassi della costa ionica, un arenile ampio e la bellezza di un paesaggio naturale tutt’intorno.

Più selvagge e incontaminate di quelle delle altre località balneari della costa ionica, le spiagge di Pisticci sono contraddistinte da un affascinante litorale circondato da una magnifica pineta, in cui si può trovare ristoro nelle giornate particolarmente soleggiate.

Non molto lontano sorgono le rinomate località di Metaponto, cuore della Magna Grecia, come le vellutate spiagge di sabbia dorata.

Di forte impatto è poi il Porto degli Argonauti che circonda l’omonimo borgo, nel comune di Pisticci, da cui si può partire per intraprendere escursioni in barca alla scoperta dei tesori della Basilicata.

Oltre la foce del Cavone si raggiunge poi il Lido di Scanzano e, scendendo ancora più a sud, tra la foce del fiume Agri e quella del Sinni, ecco il Lido di Policoro, l’antica Herakleia, altro importante centro della Magna Grecia. Da non perdere è l’altro porto della costa ionica, quello turistico di Marina di Policoro, che rientra nel complesso di Marinagri, una moderna città ecologica di grande fascino, che fa tutt’uno con il mare.

Chiudono il tratto di costa ionica lucano le spiagge di Marina di Rotondella e Marina di Nova Siri, appunto, che prende il nome dalle origini del territorio appartenuto alla Siritide.

Archeologia

In località San Teodoro, nel territorio di Pisticci, sorge la preziosa Area Archeologica dell’Incoronata, nota anche come Incoronata – San Teodoro.

Gli scavi condotti negli anni ’70 del secolo scorso sull’area collinare che affaccia sulla riva destra del Basento hanno portato alla luce i resti di un villaggio enotro risalente al IX secolo a.C. e di uno greco di epoca successiva.

Molti degli oggetti e dei reperti rinvenuti nei dintorni sono esposti presso il Museo archeologico nazionale di Metaponto.

Da Pisticci è semplice raggiungere infatti le due aree archeologiche con i rispettivi musei di Metaponto e Policoro, antica Heraclea.

www.comune.pisticci.mt.it

www.archeobasilicata.beniculturali.it

www.ceaicalanchi.com

www.lucaniafilmfestival.it

Fonte Basilicataturistica


0 Reviews
  • Position
  • Tourist guide
  • Price
  • Quality